Dopo la Conferenza svoltasi ad Urbino il 18 e 19 Giugno c.a., rimane ancora aperta nella rete di Regioni OGM Free (ben 51 regioni), la questione relativa ai provvedimenti normativi per evitare o meno la coltivazione e dunque, la coesistenza nei territori di colture ogm e non.
Nelle due giornate di lavori ad Urbino, si sono presentate relazioni tecniche e scientifiche, studi, sono state dettate le linee programmatiche di governo del territorio, si sono svolti interssanti dibattiti su chi è a favore e chi è contro ma ancora nessuna risposta oggettiva finalizzata a sciogliere la questione relativa alla coesistenza o meno delle coltivazioni, dove e come applicarla.
In particolar modo non è stata chiarita bene quale politica stà portando avanti la rete delle regioni ogm free se comunque la coesistenza non può essere evitata o se, nell'ambito della stessa, non si possono creare ampi bacini interregionali ogm free lasciando la coltivazione gm confinata in regioni italiane più vocate geograficamente e meno ricche di tipicità agroalimentari.
La Regione Marche, a conclusione del Convegno ha proposto la firma di una delibera che doveva rappresentare la base di partenza per la costituzione di un distretto ogm free localizzato nel territorio dell'Urbinate in Provincia di Pesaro Urbino.
Forti critiche ed opposizioni a questo atto normativo sono arrivate da associazioni di categoria e di produttori biologici, che hanno visto nel documento presentato uno strumento idoneo ad aprire un primo varco alla coesisteza, in un territorio ristretto come quello della regione marche, nel quale gli ogm non sono voluti sia dall'agricoltura tradizionale, sia dall'agricoltura biologica, sia dall'agricoltura biodinamica.
Quale politica dunque?, la creazione di Comuni o distretti ogm dentro una regione che aderisce alla rete ogm free? Ovvero, una rete ogm free dentro una stessa rete regionale ogm free? Consentiteci di dire che qualcosa forse non è stato ben chiarito e comunque non ben comunicato e condiviso con tutte lel parti sociali. Per questo ed altri motivi AMAB MARCHE si è astenuta ad Urbino nel firmare la delibera, riservandosi e chiedendo la convocazione di una tavola rotonda all'assessore regionale P.Petrini sulla quale approfondire e discutere la problematica.
Al Convegno inoltre, l'Accademia Mediterranea per l'Agroecologia e la vita diretta dal Prof. Altieri, con la rete zerogm ha presentato un documento elaborato al Convegno di Montebelluna TV, tenutosi in occasione del G8 agricoltura, denominato "Carta di Montebelluna" per la rete ogm. (allegato)
Il documento, è stato sottoscritto da diversi enti ed associazioni tra cui la Terra e il Cielo di Arcevia AN ed il consorzio Terra Bio di Urbino.
Bruno Sebastianelli, Presidente della cooperativa la Terra e il Cielo, ribadisce con forza che dobbiamo tutti difenderci dagli ogm, oggi più che mai affinchè il processo non diventi irreversibile, per difendere il futuro delle prossime generazioni.
La coesistenza tra bio e OGM non può esistere, così come già dimostrato da innumerevoli studi tra cui, quello condotto dall'Agenzia delle Marche ASSSAM, nell'ambito del progetto LIFE.
L' associazioni di produttori bio AMAB MARCHE e biodinamici chiedono dunque una ulteriore riflessione sull'argomento e l'eventuale costituzione di un distretto unico regionale libero da OGM (ancor meglio se interregionale).
L 'assessore all'agricoltura, P.Petrini, si è impegnato a convocare a stretto giro di tempo tutte le parti sociali per discutere ed approfondire la discussione sullal creazione dei distretti.
La delibera per ora è stata ritirata.... ma ad oggi, tutto tace!
In allegato:
- Documento finale presentato dall'Assessore P.Petrini al convegno di Urbino;
- Carta di Montebelluna;
- Comunicato stampa della rete zerogm, prof.Altieri;